Servizio di Derattizzazione

La predisposizione degli impianti di derattizzazione va realizzata secondo criteri di
sicurezza (fissando opportunamente gli erogatori e segnalando le varie postazioni) ed
efficacia (scegliendo luoghi adatti allo scopo). La distribuzione dei punti di controllo va fatta
con una ripartizione più o meno regolare, prediligendo le aree sensibili e quelle più a
rischio: si parte quindi dalle aree perimetrali per poi passare alle aree di servizio dove
sono presenti scarichi e rifiuti. L’impianto va reso definitivo dopo un primo controllo, ovvero
dopo la verifica della reale idoneità delle postazioni prescelte. L’allestimento deve essere
via via ottimizzato, rendendolo omogeneo e adattandolo alle varie prerogative ambientali
che emergono nel tempo, sulla base delle segnalazioni raccolte e dei risultati ottenuti con
il sistema di mappatura e monitoraggio sviluppato. La posizione delle postazioni va
indicata nelle piantine predisposte e sui rispettivi moduli di controllo periodico. Tutte le
aree sottoposte a trattamento di derattizzazione vengono notificate con l’apposizione di
cartelli segnaletici. L’eventuale rinvenimento di carogne murine attiverà la specifica
procedura di rimozione del rifiuto e, se opportuno, un adeguato intervento di sanificazione.

Controllo rodenticida

Va privilegiato l’uso di apposite Postazioni Dispensative in cui
collocare l’esca; in questo modo si garantisce protezione dall’umidità e
dalla polvere, agenti che possono causare un rapido deterioramento
dell’esca, e la si rende inaccessibile agli animali non bersaglio ed alle
persone. Ogni erogatore prevede la possibilità di essere ancorato alle
pareti o al terreno ed al suo interno sono presenti supporti adatti al
fissaggio dell’esca al fine di evitare imprudenti spargimenti. Inoltre, è
fondamentale che l’erogatore sia abbastanza spazioso e accogliente per fare sì che il
roditore vi soggiorni un tempo sufficientemente lungo per consumare un quantitativo di
esca pari almeno alla dose letale. Gli erogatori utilizzati devono essere dotati di vaschetta
interna estraibile e di perni di sicurezza per il fissaggio delle esche paraffinate. Ogni erogatore
deve possedere una chiave universale che ne consente l’apertura e l’ispezione solo da parte
del personale competente. Si ritiene che la base alimentare dell’esca sia il punto critico di ogni
rodenticida, dovendo competere con le fonti di cibo presenti e risultare comunque più appetita
dai roditori. Per questo motivo andranno testate varie formulazioni di esche aventi come base
alimentare cereali tostati in blocchi paraffinati antiframmentazione o una pasta fresca ad alto
contenuto di grassi. Il tipo di esca utilizzata verrà comunque selezionata in base alla sua
efficacia diretta testata sul campo, a seconda anche della stagione.
Per il servizio in questione è previsto l’impiego di tre principi attivi anticoagulanti: quello di base
è Difenacoum ed in casi particolari si potranno impiegare Brodifacoum ed un terzo principio
attivo, il Flocumafen, fortemente efficace nei confronti dei roditori “resistenti” agli altri
anticoagulanti. La presenza di Denatonium Benzoato, contenuto all’interno dei formulati
rodenticidi, esplica un’azione di disgusto e repellenza nei confronti dell’uomo,
incrementando quindi il fattore di sicurezza sanitaria.
In aree particolarmente sensibili, qualora si rendesse necessario intervenire, si useranno
postazioni a cattura multipla per roditori o trappole a tagliola: tali dispositivi sono
studiati in modo tale da catturare o sopprimere il roditore consentendo quindi la sicura
rimozione e la completa pulizia dell’ambiente. Queste trappole vanno impiegate
preferenzialmente in caso di Azione Correttiva, posizionandole in zone protette all’interno
delle aree interessate dal rilevamento.

Il monitoraggio

Le postazioni dispensative ad esca rodenticida possono essere usate come strumento di
monitoraggio per definire l’entità dell’infestazione: il dato oggettivo che gli operatori
registreranno è la % di esca consumata.